Moratti-De Corato: la peggiore amministrazione di sempre
La giunta Moratti-De Corato ha disegnato una città perdente. Non c’è questione di una certa rilevanza in cui l’amministrazione sia risultata sconfitta. Incapacità, inadeguatezza, affarismo spiccio, fallimenti.
Milano, città europea o provincia padana?
Malpensa prima di tutto, e Linate che la seguirà, costerà ai Milanesi una perdita di un miliardo di euro d’indotto (c’è chi dice di più!). Di chi è la colpa di aver ceduto alle pressioni del governo amico?
Milano, capitale della precarietà
Sulle politiche del lavoro meglio tacere. La città che ha dato vita a un modello ammirato in tutto il mondo è diventata la capitale della precarietà italiana. Il federalismo tanto sbandierato non ha prodotto uno straccio di aiuto per mamme precarie, papà con la partita iva e single co.co.pro. Lo sportello Biagi è fallito miseramente: 5 milioni di euro spesi per 32 assunti in 2 anni…
Milano, sogno o son d’Expo?
E il futuro? Sogno o son d’Expo! La figuraccia del duo di saccheggiatori di futuro è giunta al ridicolo.
Eh si, proprio l’Expo che dovrebbe ridare lustro e slancio al comparto metrolombardo è la nota più dolente. Lì dove si sarebbero dovute valorizzare le relazioni metropolitane, aprire ad una cogestione trasparente, imporsi su una visione d’insieme la giunta ha fallito. Lottizzazione, aumento dell’indice di edificabilità, cementificazione di tutta Milano Ovest. Regali agli amici, agli amici degli amici, litigando con gli amici degli altri amici, perdendo il controllo del giochino e cannando tutti i tempi e le tappe.
Milano, finanza perdente
Sulla finanza servirebbe un nuovo Amatore Sciesa capace di sputare in faccia ai suoi carnefici e pronunciare il motto tanto caro a Milano: ‘Tiremm innanz’. Visto che Palazzo Marino è di fianco alla Borsa, come non cadere nella tentazione di investire e giocare i soldi di tutti? Il risultato dei derivati sarà noto in tutta la sua portata, negativa, entro breve. Le sue conseguenze le pagheranno intere generazioni di milanesi.
Milano, la cultura ti fa paura?
C’è da dire che per quanto riguarda la cultura, invece, si sono evitati gli sprechi. Si è lasciato tutto fermo, un museo delle cere della creatività, con l’unico sussulto nella settimana modaiola.
Alla faccia del futurismo che ai musei avrebbe dato fuoco e che dell’estetica aveva un’idea ben diversa del beauty left e della sfilata. Lo sanno anche i sassi che quando la cultura diventa un fossile è dai fermenti sociali che si rigenera. E’ per questo che i nostri lungimiranti amministratori hanno messo a disposizione ai ‘giovani’ per attività socio culturali 300 metri quadri, generosamente. 5 spazi, alcuni di meno di 50 metri quadrati dispersi tra le nebbie della Barona, i campi di Niguarda e l’esotica viale Padova. Stop.
Milano, il grande condominio
Il duo Moratti – De Corato vanta i propri maggiori successi nelle pulizie. Milioni spesi per l’arredo urbano e la cancellazione delle scritte. Assomiglia ad un’amministrazione di condominio pessima ma pulita che passa il suo tempo a scroccare soldi qua e là mentre le cantine si allagano e le fondamenta della casa si stanno sgretolando.
L’ecopass si è rilevato un affare solo per il Comune, lo smog aumenta così come le multe pagate da tutti, i monumenti vengono chiusi per anni solo per farne postazioni pubblicitarie, le proprietà comunali vengono svendute.
Milano metropoli
Milano è una metropoli. Ciò che accade nella città si ripercuote, nel bene o nel male, su tutto il territorio circostante. Le responsabilità della situazione attuale vanno oltre le porte di Palazzo Marino coinvolgendo le giunte di ogni colore politico. La continuità ideologica (ma anche pratica) è evidente. Lo stesso nullismo, la stessa mentalità piccolo-condominiale, il richiamo ad una sicurezza paranoide, la medesima chiusura, il provincialismo orgoglioso, l’incapacità di darsi prospettive ampie sono elementi comuni.

Cementificazione, sgomberi, speculazioni edilizie, affari spartiti sono il filo rosso che lega tutte le amministrazioni metropolitane (da Monza a Rho, da Saronno a Cologno…).
The Pink Panther strategy
Non stiamo certamente suggerendo di trasformare la provincia in un ente metropolitano, che vista la situazione riproporrebbe le stesse dinamiche. Stiamo affermando che è necessaria un’idea di metropoli differente fondata su presupposti e valori diversi. Per quanto parziali alcune esperienze sono riuscite a mettere in campo percorsi significati. Pensiamo al comitato noexpo, alla mobilità sostenibile, al consumo critico, alla critica del sapere, alla controcultura non mercificata dei centri sociali, ai percorsi antirazzisti, alla mayday e più in generale alla lotta alla precarietà.