EXPrOpri di beni pubblici

Pero, 27 febbraio
2009.

Oggi Pero si è svegliata “cantierizzata”: visibili
nastri rossi e bianchi delimitano intere porzioni di territorio
comunale, impedendo ai cittadini di accedervi. Questi “lavori in
corso” rappresentano i cantieri della città-vetrina di Expo 2015,
una nuova grande sciagura per gli abitanti di questo territorio.

Come già ai tempi della
costruzione del polo fieristico di Rho-Pero, un soave ma martellante
squillar di trombe annuncia grandi opportunità per il territorio: il
tempo ha definitivamente smontato quelle false promesse
smascherandole come bugie. Traffico, inquinamento, cementificazione,
speculazione, inutili grandi opere, lavoro nero e precario,
infiltrazioni mafiose, peggioramento della qualità della vita: ecco
quello che ha portato la Fiera su questo territorio, ecco quello che
sta portando e porterà Expo2015!
Per spezzare il binomio “Expo
= progresso per la città”, alimentato dalla macchina
propagandistica  dell’Esposizione universale, abbiamo dunque
pensato di esplicitare in maniera creativa ma invasiva
l’occupazione
del territorio che Expo metterà in atto, dando un piccolo assaggio
dei disagi che i cittadini di Pero patiranno da qui al 2015.

Nella scintillante
città-vetrina si consuma infatti un mastodontico progetto di
trasformazione di tutta l’area metrolombarda, che cambierà per
sempre tempi, spazi e stili di vita. Con l’azione di oggi intendiamo
denunciare come dietro ai cantieri di alberghi, opere viabilistiche,
torri dorate o storte, centri congressi e altri progetti faraonici,
si nasconda la progressiva sottrazione di beni comuni e spazi
pubblici, il consumo del suolo, la svendita del nostro territorio
allo speculatore di turno; come dietro alle voci di nomine e
contro-nomine nei centri di comando dell’operazione Expo si consumi
l’espropriazione della volontà popolare, l’azzeramento di tutti i
meccanismi di partecipazione democratica, la riduzione dei pubblici
poteri a meri strumenti di interessi privati; come la paranoia
securitaria, diffusa ad arte nel Paese, serva da paravento a questi e
ad altri progetti di trasformazione nella sua funzione di
“specchietto per le allodole” in grado di canalizzare i conflitti
lontano dai reali centri del potere.

Crediamo che quest’oggi
il cammino accidentato dei peresi tra i nastri rossi e bianchi dei
cantieri della città-vetrina possa invece portarli ad alzare lo
sguardo verso chi saccheggia e svende il nostro territorio.

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Immagini dell’iniziativa

Comunicato Stampa

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